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Marco BERTOZZI Note su Appunti romani

Le 9 mai 2008, par appartement/galerie Interface,

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Appunti romani è un film a base d’archivio, su Roma, realizzato con sequenze di opere conservate in varie cineteche europee. Nasce da un progetto comune della Biblioteca delle Arti dell’Università Roma Tre, del Dipartimento di Comunicazione e Spettacolo della stessa Università e dell’Archivio Audiovisivo del movimento operaio e democratico (AAMOD) di Roma. Gran parte del materiale utilizzato proviene proprio da questo archivio, quindi dall’Istituto Luce, dall’Archivio centrale e dalla Discoteca di Stato, sempre di Roma, dalla Cineteca del Comune di Bologna, dall’Amsterdam Film Museum, nonché da alcune raccolte private. Per la sua realizzazione si è proceduto in maniera quasi erratica, come da rabdomanti, e dopo un anno di lavoro si è giunti alla identificazione di un primo nucleo di scelte audio-visive : frammenti vedutisti di fine ottocento, il primo Papa cinematografato, antichi resti attraversati da pastori ; l’immagine di Roma attraverso i primi cinegiornali, documentari propagandistici e i grandi piani urbanistici di regime che vanno dagli sventramenti ai fori sino alla costruzione dei quartieri periferici ; poi le distruzioni belliche, i difficili anni della ricostruzione, i successivi anni di grandi speranze e di altrettante tensioni sociali, sia attraverso sequenze di produzione filo-governativa, sia con frammenti indipendenti o di culture antagoniste.

Un film che racconta la città immaginata nel XX secolo ed è obbligato a confrontarsi con le mentalità che produssero determinate visioni, a evidenziarne i progetti massmediali che solo il tempo rende espliciti e, spesso, mitologici. Crollano i baluardi dell’oggettività e della referenzialità documentaria : l’immagine realistica è sovente corresponsabile di misfatti ideologici e Appunti romani abdica sin da subito all’idea che possa esserci una Ricostruzione Oggettiva, in stile Grande Storia. Piuttosto, il film avanza per frammenti emozionali, per sequenze composte seguendo tracce labili, per anamnesi improvvise legate a graffiate bellezze emerse a nuova luce. Lontani dell’ingenuità epistemologica della prova documentaria affiora qualcosa che valica il visibile noto, la riconoscibilità iconografica di un luogo oberato da stereotipi e immagini cartolinesche, donando, piuttosto, nuovi occhi ai racconti, alle complessità e alle molteplici identità di una “antichissima città moderna”. […]

Nel tentativo di illustrare la porosa vastità immaginifica dell’urbs, Appunti romani rivendica un principio di autonomia interno, una scelta ritimico-compositiva che lavora col fragile più che col certo, in cui l’intima coerenza estetica dell’opera vive nell’impossibilità del riconoscimento immediato. D’altronde “l’image documentaire est toujours la trace d’une compromission, d’une omission, d’une lacune, elle est le produit d’une relation qui trahit cette relation, qui en dissémine le sens » (M. Froger, Don et image de don). Piuttosto che alla Roma di pietra, quella fisica, il film risulta tributario alle sue architetture mentali, in una riconfigurazione poetica che cerca di divenire “dono”, per tutti, momento di visionaria ospitalità da riempire e da godere. Le sue lacune, il suo carattere enigmatico, vivono di nuova vita proprio all’interno del cerchio caldo di varie comunità spettatoriali, da Roma a Londra, da Parigi a Città del Messico, dal Canada alla Cina. Come se il film consentisse una ri-modulazione in bilico fra spazi privati, della memoria, e spazi pubblici, della storia : un riciclo poetico che innesca potenziali riscritture del mondo, sottratte al buio dei preziosi scrigni cinetecari e alle programmate obsolescenze del marketing. Ecco una nuova etica dell’estetica : arrestare la manovella del cinematografo per riflettere sull’uomo e la sua memoria senza produrre altre immagini. Una incommensurabile e inquantificabile “gratuità” (A. Hénaff, Le prix de la vérité. Le don, l’argent et la philosofie) normalmente incomprensibile all’industria del cinema…

Marco Bertozzi

Post-Scriptum :

Marco Bertozzi regista e professore di cinema del documentario all’Università di Roma Tre e Macerata.
 

Commentaires de l'article

 
SOKTHAc
Le 21 août 2013

assureur

Moins sa convention obsèques generali il convention obsèques roblot !cout des obsèques tellement assurance obseques La plupart descapital obseques fait assurance obsèques sans questionnaire de santé !
 
Matrena
Le 12 décembre 2014
Agréable à consulter, en plus d’un contenu pertinent, tous mes compliments vis à vis de cet article. Matrena s’occupe de ce portail sur les abris de piscine
 

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